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Le due facce del packaging
26 Marzo 2009
PACKAGING: BELLO, UTILE E ECOLOGICO
A IPACK-IMA, una tavola rotonda che ha visto confrontarsi Coop Italia, Assografici,
il Gruppo Seda, Conai, il Pastificio Rana, Confagricoltura e Federchimica-Assocasa.
Milano, 26 marzo 2009 - Bello e possibile. Le due facce del packaging, che vedono scontrarsi oggi più che mai le esigenze, da un lato, di confezionare i prodotti in termini di sicurezza, conservazione, ma anche di immagine e comunicazione e, dall'altro, di rispondere adeguatamente alle problematiche ambientali, di smaltimento dei rifiuti e di riciclaggio, trova risposte positive grazie alle innovative tecnologie messe in campo dall'industria di settore.
Il dibattito sul packaging, una delle eccellenze industriali italiane nel mondo che mette in scena le sue tecnologie ad IPACK-IMA, nei padiglioni di fieramilano (Rho) fino a sabato 28, ha visto oggi affrontarsi a viso aperto in un vivace e coinvolgente confronto gli imprenditori che creano e che utilizzano gli imballaggi e i consumatori che spesso apprezzano e talvolta subiscono involucri, confezioni e scatole.
Alla tavola rotonda "Le 2 facce del packaging", il sociologo Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche, ha tracciato il quadro di una situazione che vede nell'evoluzione del settore una crescita della cultura collettiva di produttori e consumatori.
"Oggi, contrariamente a quanto si possa supporre - ha spiegato Finzi - solo il 6% degli italiani esprime negatività nei confronti degli imballaggi dei prodotti, ravvisando in essi fattori concreti di utilità, come la protezione del contenuto, la sua conservazione e le informazioni, più che estetici. In poche parole, il consumatore apprezza sempre di più la sobrietà del packaging, a cui chiede di essere prima pratico e utile, poi bello. Qualità che oggi più che mai riescono ad essere un binomio possibile grazie al miglioramento tecnologico."
"In un momento di crisi come quello che viviamo - è stato però l'esordio di Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori - l'imballo conta, e soprattutto costa. I consumatori sono sempre più attenti e apprezzano il packaging di sostanza, quello che obiettivamente è utile quanto basta per proteggere, conservare e fornire informazioni, mentre non lesinano critiche quando si accorgono di pagare più la scatola del contenuto. Un costo che pagano direttamente, ma soprattutto indirettamente quando il packaging va a ricadere sull'ambiente, producendo rifiuti da smaltire, e in casa, come ingombro, occupando spazi sempre maggiori."
In risposta alla sfida lanciata dai consumatori e alle riflessioni sociologiche, gli interventi di Riccardo Bagni, vice presidente Coop Italia, Piero Capodieci, presidente Assografici, Antonio D'Amato, ex presidente di Confindutria alla guida del gruppo Seda, Piero Perron, presidente Conai, Giovanni Rana, presidente dell'omonima azienda alimentare, Luigi Tozzi, responsabile qualità e sicurezza alimentare di Confagricoltura e Domenico Zaccone, membro della commissione direttiva Federchimica-Assocasa.
"Il packaging - ha sottolineato in particolare Piero Perron di Conai - può rappresentare una fonte di ricchezza se adeguatamente smaltito o riciclato, superando le problematiche dei rifiuti di famiglie e Comuni, ma rappresenta indubbiamente un fattore di importanza primaria per la conservazione, la garanzia e la sicurezza del contenuto, immediatamente percepibile se parliamo di prodotti alimentari o farmaceutici."
"Non può essere vero - gli ha fatto eco Antonio D'Amato - che esistano in commercio prodotti per i quali la scatola costa più del contenuto. Il packaging rappresenta percentuali infinitesimali del costo complessivo dei prodotti ed è una opportunità importante, se pensiamo alla sua funzione sociale, capace di comunicare al grande pubblico informazioni importanti e di intercettare i bisogni del consumatore, oltre che di risolvere problematiche importanti di sicurezza."
Il packaging insomma adempie a una serie di compiti di cui spesso non ci accorgiamo. A differenza di cinquant'anni fa, oggi nessun prodotto industriale potrebbe circolare ed essere posto in vendita senza un involucro, capace di assolvere ad esigenze di protezione, garanzia, movimentazione, comunicazione, ma anche di fascinazione e lusinga e persino autopromozione.
"I miei prodotti non potrebbero esistere - ha simpaticamente rimarcato Giovanni Rana - senza il loro particolare packaging che porta il mio volto in molte famiglie italiane, facendolo riconoscere e distinguere da altri, ma anche proteggendo il prodotto in modo adeguato e sicuro e fornendo preziose informazioni: dai valori nutrizionali ai tempi di cottura, alla scadenza. Nel mio caso l'involucro rappresenta un costo assolutamente trascurabile all'interno del prezzo al consumatore, ma ne garantisce la qualità e mi offre la possibilità di una autopromozione a costi molto bassi rispetto ad altre forme di pubblicità."
Per informazioni:
ORGANIZZATORE :
IPACK-IMA SPA
Maria Grazia Facchinetti
Marketing & Communication Manager
Tel. +39.02. 3191091- fax +39.02. 33619826
e-mail: ipackima@ipackima.it ; web: www.ipack-ima.com
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